7 Settembre 2005: parabola Lc 13, 6-9.

Un signore aveva un fico piantato nella sua vigna e andò a cercarvi del frutto, ma non ne trovò.
Disse dunque al suo vignaiuolo: "Ecco, sono ormai anni che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo. Taglialo!
Perché sta lì a rendere improduttivo anche il terreno?".
Ma il vignaiolo gli rispose: "Signore, lascialo ancora quest’anno, finchè io l’abbia scalzato e concimato, e forse darà frutto; se no, lo taglierò.

Cantina_FilomusiGuelfi

1 Ottobre 2011: mens sana in corpore sano

La locuzione latina 'Mens sana in corpore sano' (Satire, X, 356; lett. mente sana in un corpo sano) appartiene al poeta e retore romano Giovenale (Aquino, ca. 55 d.C. – Roma, ca. 127 d.C.), il quale, nella satira decima, lancia una invettiva contro la vanità di alcuni beni e valori come la ricchezza, la fama, l'onore, che gli uomini non devono cercare di ottenere con ogni mezzo, poichè questa ricerca, se spasmodica, si rivela anche dannosa.
Secondo Giovenale il vero saggio è colui che aspira a due beni soltanto: la sanità dell'anima e la salute del corpo.
Generalmente però, mantenersi in buona forma, sia mentale che fisica, spesso viene considerato molto faticoso e per questo si preferisce "il dolce far niente".
Ci si dimentica troppo facilmente che l'ignavia (o accidia), proprio come la superbia, è uno dei sette vizi capitali, e alla lunga può creare danni irreparabili.
Il segreto per star bene senza stressarsi?
Sta tutto nel saper fare scelte di vita equilibrate ed assumere sane abitudini, in modo che, grazie alla costanza, non risulti più così difficile mantenersi in forma!
Uno dei primi passi, potrebbe essere quello di scegliere di essere dei consumatori attenti e dotati di spitiro critico.
Il consumo responsabile, infatti, non giova solo alla salute del singolo individuo che fa questa scelta: è ormai un orientamento di mercato da cui trae vantaggio la salute di tutti, perchè migliorando lo standard di qualità della produzione, è migliorata anche la salute dei consumatori meno attenti.
Tra i produttori che hanno fatto della qualità una scelta di vita, vi segnaliamo l'Azienda Agricola di Lorenzo Filomusi Guelfi (Via F. Filomusi Guelfi 11, 65028 - Tocco da Casauria, Pescara; tel. 085.986908 / mob. 329.4351461), discendente diretto di un'antica famiglia marchigiana, che giunse in Abruzzo attorno al 1500, i Filomusi, i quali, in seguito al matrimonio con una Guelfi, oltre al cognome, acquistarono anche un bel vigneto, sito su un appezzamento di terreno di ca. 9.55 ettari: che è lo stesso su cui ancor'oggi sorgono gli oltre 9 vigneti dell'azienda.
La selezione in vigna è molto accurata e frutto dell'esperienza ereditata da un'antica tradizione di famiglia integrata con le più moderne tecniche di viticultura.
La potatura verde e i diradamenti permettono di ridurre il carico ad una produzione di 70-100 q.li/ha, ottenendo un tipo di viticoltura 'integrata/sostenibile', con una produzione totale di sole 60000 bottiglie/anno. Quasi un vino da collezione! (Specifiche tecniche - Vitigni coltivati e loro superficie in ettari: Chardonnay - 0.45, Malvasia Toscana - 0.45, Montepulciano - 7.25, Sauvignon - 1.20, Cococciola - 0.20; forma di allevamento e potatura della vite: cordone speronato; lavorazione del terreno: non coltura nelle interfile, sovescio di leguminose; vendemmia verde; epoca Vendemmia: primi di Ottobre; Agronomo/Enologo: Dr. Romano D'Amario).
Lorenzo e sua moglie Amelia, con i loro figli Giovanni e Alessandro Filomusi Guelfi saranno lieti di avervi come graditi ospiti alla prossima edizione di Cantine Aperte, degustazione gratuita allestita nello storico Palazzo di famiglia, che si tiene ogni anno verso la fine di maggio.
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Contatti Commerciali (notizie su partecipazioni a prossimi eventi enogastronomici di alta qualità, vendita On-line e consegna in tutto il mondo):
Mi chiamo Francesca Romana Dell'Anno e sono una delle nipoti di Lorenzo Filomusi Guelfi. Mio zio è un tipo un po' schivo e all'antica, ma non è irreperibile. Il suo cellulare è di dominio pubblico su vari siti internet che parlano di lui, ma ultimamente preferisce mettere un po' di "filtri". Il suo vino è molto richiesto, e già si è pentito di essere diventato così famoso!
Così è nata l'idea di questa pagina a lui dedicata.
Per i prezzi, quest'anno (2011) non hanno superano i 10-12 euro a bottiglia, e se si prende uno stock, si possono avere sconti anche del 20%. Per avere un'ordinitativo d'assaggio, che comprende 6 bottiglie (di cui una d'olio extravergine d'oliva), bisogna prima informarsi su come si spediscono e quanto costa. L'ideale, per mio zio, è che ognuno se li venga a prendere! Ma al giorno d'oggi, i tempi sono un po' cambiati, e non sono molti quelli che hanno sviluppato il senso del turismo ecologista. Per chi già ce l'avesse, io mi rendo disponibile a fare da guida a chi volesse visitare le cantine Filomusi Guelfi (sia quelle nuove che quelle d'epoca), che si trovano arroccate su un paesino di montagna.

Intanto, giusto per far capire l'importanza che questo vino sta assumendo, ho inserito di seguito un breve estratto relativo alla notizia di una recente degustazione avvenuta a Roma venerdì 30 settembre 2011, nella splendida cornice del Chiostro del Bramante, in via Arco della Pace 5.
"Appuntamento da non perdere, quello con Abruzzo di Sera, una grande degustazione di vini abruzzesi. Sarà una vera e propria full immersion nel meglio della produzione vitivinicola abruzzese: 45 produttori e oltre 200 etichette racconteranno una delle più importanti realtà vitivinicole italiane, forte di una storia testimoniata da Ovidio, Polibio e Plinio il Vecchio, e di un’attualità che vede l’Abruzzo tra le prime regioni del nostro Paese con oltre 1 milione di ettolitri di vino Doc, provenienti da un territorio incastonato tra l’Adriatico e le montagne del Gran Sasso e della Maiella, nel più grande sistema di aree protette d’Europa".
(fonte http://www.online-news.it/2011/09/17/roma-%E2%80%9Cabruzzo-di-sera%E2%80%9D-la-riscossa-degli-autoctoni-al-chiostro-del-bramante/ )





E sul sito-spot che ha attivato lui stesso si può trovare anche una brochure bilingue (in italiano e in inglese):
http://filomusiguelfi.it/Brochure.pdf

Webmaster,
Francesca Romana Dell'Anno
0039 3355921489

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Antica_Biblioteca_FilomusiGuelfi

Tocco da Casauria, 21 Novembre 1842 - 22 Ottobre 1922: Perle di Storia Patria

Lontana dalle lotte forensi, la vita del Senatore Francesco Filomusi Guelfi, fu tutta consacrata agli studi. Egli possedeva una mirabile facoltà di analisi e di sintesi che gli faceva penetrare con prontezza le questioni più intricate. Francesco_FilomusiGuelfi Nei suoi numerosi scritti, egli rivelò un altissimo ingegno di giurista, avendo piena padronanza del diritto civile, del diritto penale, della filosofia e della storia del diritto. Le più importanti riviste giuridiche abbondano di sue monografie, articoli e note sulle questioni più importanti, sopratutto di diritto civile che hanno ricevuto da lui nuova luce. Innumerevoli sono pure i suoi discorsi, conferenze e prolusioni in cui non si sa che cosa più ammirare, se la profondità del pensiero scientifico o la chiarezza dell'esposizione; ma fra tutti i suoi lavori primeggia quel monumento di sapienza costruttiva che è la” Enciclopedia giuridica”, giunta alla settima edizione, e con la quale può ben dirsi aver egli dato un contributo poderoso al rinnovamento del metodo unitario negli studi giuridici. Come professore universitario, egli fu sommo maestro, e seppe infondere nei suoi discepoli il senso della maggiore dignità negli studi. La limpidità cristallina e la sua fervida passione per il diritto, costringevano le menti dei giovani a non lasciarsi mai intorpidire dalle severe riflessioni a cui spesso i tecnicismi giuridici portano, poichè le sue lezioni erano sempre pervase da una nota originale che rendeva attraenti anche gli argomenti più aridi ed oscuri. La larga fama da lui acquistata, nel 1889 gli meritò l'altissimo onore di essere scelto dal Re Umberto I per impartire l'insegnamento delle discipline giuridiche al delfino Vittoio Emanule II (poi Sovrano d'Italia dal 1900 al 1944). Nominato Senatore nel 1910, fu onore del Parlamento, così come lo era stato dell'Università e degli studi. Continuatore del pensiero filosofico e politico dello Spaventa, nella concezione di uno Stato liberale, ad esso informò la sua attività parlamentare, partecipando sempre con la maggiore assiduità e con amore. Nelle discussioni più importanti, non mancò mai la sua lucida parola. Strenuo difensore del nostro sano patrimonio giuridico, egli propugnò opportune riforme degli studi di diritto e della legislazione civile e fu altresì relatore di importantissimi disegni di legge. Nel 1917, compiendo il 75° anno, lasciò l'insegnamento col più vivo dolore di discepoli e colleghi che per lui avevano una infinita venerazione, circondato da universali simpatie poiché alle altissime doti di ingegno e di cultura, aggiungeva una innata modestia e rettitudine, una elevata nobiltà di pensieri e di modi, una integrità purissima di costumi e una fede incrollabile nei valori spirituali. Membro della Commissione per l'esame del disegno di legge "Capacità giuridica delle donne" (10 marzo 1919), sostenne la necessità di emancipare la donna italiana, che all'epoca -e fino al 1945- non poteva votare ed era soggetta a curatela (prima da parte del padre e poi, se si sposava, da parte del marito). Ai lavori del Senato, fu sempre di una assiduità religiosa, fino alla fine. Con lui scompare uno dei più forti rappresentanti del pensiero giuridico italiano".
Fonte: Commemorazione del Senatore Francesco Filomusi Guelfi (autore: Tommaso Tittoni), www.senato.it