Curiosità: la 'chiocciola'.
20 Luglio 2011
La @ nasce come unione stilizzata delle lettere 'a' e 'd' minuscole, formanti la parola latina 'ad' (cioè "verso", proposizione che indica i moti a luogo). Già in uso nel VII secolo d.C., presso i mercanti veneziani, la @ è pero' anche un segno grafico che rappresenta l'anfora, utilizzata come unita' di misura per peso e capacita' (equivalente a 12 a 15 kg, oppure 10 a 16 litri), specialmente da francesi, spagnoli e portoghesi, che la chiamano 'arobas, arrobe, arobe, arroba', dall'arabo 'ar-roub' che significa 'un quarto'. In lingua romena è chiamata 'a-ron(d)' (forse dall'inglese around=intorno a) o 'coadă de maimuţă'(=coda di scimmietta). Nel 1902, la @ era presente nella macchina da scrivere Lambert prodotta dalla Lambert Typewriter Company di New York e successivamente anche nella IBM Selectric del 1961, e serviva ad abbreviare la frase commerciale 'at a price of'(= al prezzo di). Nel 1963 venne inclusa nel set originale dei caratteri ASCII -il codice binario a 8 bit-, con l'identificativo 01000000. Nel 1971, l'ingegnere informatico americano Ray Tomlinson inventò la posta elettronica, elaborando un programma che permetteva a tutti coloro che frequentavano le università americane, collegate tra loro tramite la rete ARPANET, di potersi scambiare messaggi scritti. Lo stesso Tomlinson, nel 1972, usò il simbolo @ come separazione tra il nome del destinatario e il server che faceva le funzioni di cassetta della posta: aveva solo 22 anni. Nel marzo del 2010, Paola Antonelli, Senior Curator del Department of Architecture and Design del MoMA di New York, ha reso noto che la chiocciola è stata inserita nella collezione, perché non è soltanto uno strumento utilizzato in informatica, ma è un mezzo di comunicazione e una forma della nostra identità (fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera). Attualmente, al posto della @ si usa il simbolo [at] per evitare di subire lo 'spam', ossia il bersagliamento da parte di 'programmini' simili ai motori di ricerca, che esitono solo per ricercare la @ e, una volta individuata, ingolfare i rispettivi indirizzi email con l'invio illecito di posta indesiderata e di pubblicità, che in poco tempo possono anche bloccare la casella email. Lo 'spam' può anche nascondere minaccie per la sicurezza dei propri dati personali e/o sensibili, attraverso il 'phishing' o addirittura può causare danni al computer o alle persone che lo utilizzano e nel quale custodiscono password, numeri di conto corrente, estratti conto, dichiarazioni dei redditi, indirizzi riservati, che possono essere diffusi abusivamente inviandoli indiscriminatamente nel web, tramite programmi autoeseguibili detti 'virus').